Villa della Regina

Voluta da Maurizio di Savoia, secondogenito di Carlo Emanuele I che affidò i lavori all'architetto Vitozzi per la trasformazione della vigna.

Nel 1637 Maurizio dinvetò cardinale e si schierò col fratello Tomaso durante la famosa guerra dei cognati, una guerra civile contro la prima Madama Reale: Maria Cristina di Francia.

I due fratelli ritenevano che la vedova francese non fosse legittima al trono, dopo la morte del marito Vittorio Amedeo I, ma che dovessero essere loro a regnare.

La faida famigliare durò per cinque anni e si concluse donando a Tomaso i territori di Carignano concedendogli il titolo di Principe di Carignano. Al Cardinale Maurizio venne data in sposa la graziosa Ludovica, c'era solo un piccolo problema, facilmente risolvibile in questo modo: Maurizio lasciò la porpora e all'età di 49 anni sposò la bella nipote di 13 anni.

Cristina di Francia potè a questo punto continuare a reggere il trono al posto del figlio Carlo Emanuele II fino al raggiungimento della sua maggiore età.

I lavori di costruzione proseguirono grazie a Carlo e Amedeo di Castellamonte. Purtroppo però nel 1657 Maurizio morì e lasciò la villa in eredità a Ludovica che provvide al suo ampliamento a piccole modifiche rispetto al progetto iniziale.

Solo alla morte di quest'ultima, avvenuta nel 1692, l'edificio passò in mano ad Anna d'Oleans nipote di Luigi XIV, moglie del duca e poi re Vittorio Amedeo II.

I continui passaggi di proprietà della Villa alle consorti dei sovrani portano al cambiamento del nome da Villa Ludovica a Villa della Regina.

Nel 1868 il primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II donò la residenza all'Istituto Nazionale delle Figlie dei Militari che aveva lo scopo di fornire assistenza ed educazione alla ragazze orfane dei caduti di guerra.

Durante i regno di Umberto I molti arrendi vengono trasferiti a Roma al Palazzo del Quirinale come la famosa libreria del Piffetti.

La villa si trova al centro di uno straordinario insieme di giardini, teatri d'acqua con fontane e sculture, tipici dei giardini all'italiana.

Villa della Regina fa parte del circuito delle Residenze Sabaude, nonché della Corona di Delizie, cioè l'insieme delle dimore volute dalla famiglia Savoia, distribuite su tutto il territorio piemontese e destinate ad ospitare i membri della famiglia e i loro ospiti per trascorrere piacevoli momenti di svago.

La residenza e il suo parco sono stati inseriti fra i 10 parchi più belli d'Italia.

Nel 1994 viene ceduta dalla Provincia di Torino al demanio statale che comincia il recupero della villa e dei giardini che si concluderà solo nel 2006 con l'apertura al pubblico.

Nel 1997 entra nel circuito dei beni UNESCO.

Il cuore pulsante della residenza è senza dubbio il suo salone centrale, riccamente affrescato con effetti scenografici ed illusionistici creati da Gusepppe Dallamano, alcuni di questi purtroppo perduti a causa dei bombardamenti. In questo salone sono presenti affreschi e tele di Giovanni Battista Crosato.

Di gradevole impatto visivo sono i balconcini posizionati al primo piano dove erano soliti stazionare, dietro le imposte, i musici durante le feste.

Dal salone centrale si sviluppano nelle due maniche laterali gli appartamenti del Re a sinistra e della Regina a destra. Nella camera da letto del Re ai lati della volta sono rappresentate le 4 stagioni che rappresentano anche le stagioni della vita.

In entrambi gli appartamenti sono presenti gli affreschi dei fratelli Valeriani che decorano le volte e le sovrapporte. Sono presenti anche due gabinetti cinesi in entrambi gli alloggi. Erano delle piccole stanze private, decorate con pannelli lignei decorati con scene di gusto orientale prodotti però da artigiani italiani.

Negli appartamenti della Regina è presente un pregevole quadro rappresenta il Castello di Saint Cloud, che si trova poco distante da Parigi. Si tratta della residenza dove natia della prima regina di Sardegna. Nella parte inferiore del quadro si nota il corteo nuziale, con carrozze e cavalli bianchi: è l’inizio della sua futura vita da regina, che l’avrebbe portata fino a qui!

Guardando verso la collina a destra è possibile notare un grande padiglione denominato, dal primo padrone di casa, Il “padiglione dei Solinghi”, dove si riunivano accademici, scienziati, intellettuali per discutere di letteratura, matematica scienza e filosofia.

CURIOSITA':

Nell'appartamento della Regina è possibile trovare una sedia un po' inusuale. All'apparenza nessun indizio o caratteristica particolare, ma è una poltrona da giardino. Non era però pensata per stare sempre all'aria aperta, ma all'occorrenza si trasformava molto facilmente. I braccioli si sfilavano mentre le gambe e lo schienale si ripiegavano su se stessi per agevolare lo spostamento.

Questa residenza fu utilizzata per le riprese della seconda parte dello sceneggiato “Elisa di Rivombrosa”.

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