La bellezza nell'Antico Egitto

In questo articolo troverete una serie di curiosità sul mondo del benessere nell'Antico Egitto. Vi stupirete di come questo popolo fosse veramente all'avanguardia per quanto riguarda l'igiene del corpo che era strettamente legato allo spirito e all'aldilà.

Oggi siamo abituati a pensare che la cura del corpo sia una pratica strettamente legata al mondo femminile, invece questa meravigliosa civiltà la lega anche all'universo maschile senza tralasciare età o ceto sociale.

La bellezza fisica non doveva scomparire con la morte, ma era idealizzata in funzione dell'immortalità, ecco perché i trucchi, le parrucche, i gioielli e gli abiti si trovano nei corredi funerari e i defunti sono rappresentati riccamente agghindati sui sarcofagi, sulle stele o nelle pareti delle tombe.

 

Per effettuare una buona toeletta, nell'Antico Egitto, era necessario munirsi di una brocca e un catino e dei detergenti come la sabbia, la soda, la cenere ed il Suabu, una pasta solida contenente cenere e argilla così che producesse schiuma.

L'acqua filtrava attraverso la cenere vegetale e acquistava potere detergente dovuto ai sali alcalini che si discioglievano al suo passaggio.

L'argilla veniva utilizzata moltissimo in quanto assorbiva i grassi e le sostanze untuose, in più si toglieva facilmente dal corpo con l'acqua.

Ogni mattina venivano effettuate delle abluzioni con sciacqui della bocca con acqua e natron ed era in voga l'usanza di lavarsi il viso e le mani prima e dopo ciascun pasto.

 

La popolazione “semplice” si lavava nelle acque del Nilo, nei canali oppure negli stagni, mentre i ricchi disponevano nelle loro case di bagni e di servizi igienici completi divisi in gabinetto e bagno. Gli Egizi preferivano essere puliti piuttosto che belli e indossavano vestiti di lino sempre freschi di bucato.

I sacerdoti si facevano radere il capo ogni due giorni ed erano soliti fare il bagno nell'acqua fredda due volte di giorno e due volte la notte. Il Faraone veniva sempre rappresentato in forma fisica perfetta, sempre molto atletico.

 

La bellezza maschile nelle classi sociali elevate era legata al benessere. Può capitare di trovare raffigurazioni maschili con ventre prominente e doppio mento, ma è simbolo di successo! (uomo de panza, uomo de sostanza)

L'incarnato è sinonimo di nobiltà, l'uomo che lavorava fuori casa, ad esempio veniva rappresentato con la carnagione più scura, mentre la donna tende sempre ad essere raffigurata con l'incarnato più chiaro in quanto non dovevano affaticarsi sotto il sole per guadagnarsi da vivere. Venivano dunque utilizzati colori come il bianco, il giallo, il rosa o il marroncino chiaro per sottolineare la differenza. Il giallo è il colore dell'oro e indica la preziosità della donna nell'ambito della riproduzione. La donna è quasi sempre rappresentata giovane e bella, con seno e fianchi prosperosi.

Ad esempio, la dea Hator (la dorata) è la dea della procreazione, della maternità, dell'amore, del piacere sessuale e della rinascita, viene detta la Risplendente o la Bella che Appare. Le corna che possiede sulla testa proteggono il disco solare dorato.

 

Le donne definite Sashet erano spesso delle truccatrici addette ad applicare cosmetici sui volti delle signore. Gli occhi erano una parte importante della persona in quanto sono il simbolo del ciclo vitale. Il trucco utilizzato era prettamente verde o nero ed era realizzato con la malachite e la galena ed era efficace contro le mosche, sabbia e le malattie oftalmiche provocate dalla forte luce solare. La linea partiva dall'angolo interno dell'occhio e a volte raggiungeva fino i lobi delle orecchie, per accentuare l'intensità dello sguardo. Questo trucco veniva usato sia dagli uomini che dalle donne di ogni classe sociale. Le sopracciglia venivano rigorosamente rasate e successivamente dipinte. I pigmenti venivano polverizzati con pestelli in apposite tavolozze di ardesia e mescolati con acqua o con grasso o resina così che aderisse alla pelle.

La polvere ricavata veniva conservata in appositi tubetti di vetro o terracotta.

Fino al Medio Regno il trucco veniva spalmato con le dita per poi essere applicato con dei bastoncini di legno oppure di ossidiana.

Il volto veniva prima imbiancato con un composto di cerusite (carbonato di piombo) e le guance venivano colorate con dell'ocra rossa, per evitare che le labbra si screpolassero veniva applicata della resina di arbusti.

Ovviamente anche la cura dei capelli ricopriva un ruolo non meno importante. Veniva usato l'henna di origine vegetale, estratto dalle radici o dalle foglie della Lawsonia Inermis. Questo pigmento di colore rosso veniva utilizzato sia per tingere i capelli, ma anche per colorare le unghie e decorare i palmi delle mani e dei piedi, un po' come se fossero dei tatuaggi.

I tatuaggi come li intendiamo noi oggi, quindi quelli permanenti, venivano disegnati sulle mummie.

Erano per lo più motivi geometrici punteggianti o piccole raffigurazioni del dio Bes che era la divinità collegata alle attività di svago.

Venivano effettuati tramite delle iniezioni sottocutanee di pigmento di colore nero-blu costituito da fuliggine ed olio.

I profumi, gli oli e gli unguenti nell'antico Egitto, rivestivano un elemento essenziale per la cura del corpo e dello spirito.

Il profumo bruciato era il mezzo di comunicazione tra gli uomini e il dio Ra, aveva una funzione rilevante di carattere religioso, era il soffio divino.

Dentro ai templi venivano allestiti dei veri e propri laboratori per profumi.

Gli unguenti si ottenevano con il grasso di bue, pecora o di oca. Era necessario ungere la pelle per proteggerla dal sole e dal vento.

Gli oli più usati erano senza dubbio quello di mandorla, di sesamo, di oliva, di cardamomo di rafano e di ricino. Ai tempi anche l'utilizzo dell'aloe era molto diffuso soprattutto come rimedio alle malattie della pelle come acne, psoriasi, alopecia e seborrea.

Molto utilizzato era il Bit, un cono di unguento profumato ottenuto dalla lavorazione dei grossi animali. Questo cono veniva posizionato sul capo, con il caldo questo si scioglieva su corpo della persona ed emanava profumo così da mascherare eventuali odori poco piacevoli.

 

La Vecchiaia per gli antichi egizi era un vero e proprio problema, se infatti ci fate caso, è raro trovare una rappresentazione di umani in età avanzata.

Bisognava essere belli anche nell'aldilà, tanto che su alcune mummie si è intervenuti post mortem per cancellare i segni del decadimento fisico, in modo che il defunto potesse avvalersi di un corpo vigoroso anche nell'aldilà. Qualche esempio? Ramesse II morì a 96 anni e dopo la morte furono fatte delle correzioni estetiche sul suo volto per eliminare l'acne senile. Ad una sacerdotessa fu tentato di nascondere le piaghe da decubito dai glutei e dalla schiena dovute dalla lunga degenza a letto.

Nell'antico Egitto la bellezza e la cura del corpo sono così rilevanti che persino le statue divine venivano lavate e profumate ogni mattina durante i rituali.

 

PICCOLI CONSIGLI CHE CI ARRIVANO DALL'ANTICO EGITTO PER LA NOSTRA BELLEZZA

Volete avere sempre l'alito fresco? Gli antici Egizi masticavano pezzi di natron o pastiglie di Kapet (olibano secco, resina di trebinto, radica odorosa, scorza di cinnamomo e cipero in tutto tritato e mescolato a miele e poi scaldato).

 

Volete la pelle del viso pulita e vellutata? Nessun problema gli Antici Egizi ci consigliano di spalmare del miele, del natron rosso (carbonato di soda) e del sale marino. Oppure di applicare della polvere di alabastro con del natron rosso, sale marino e miele per un peeling miracoloso! Per avere la pelle vellutata bisogna invece mischiare la bile di manzo, uovo di struzzo sbattuto, olio, pasta di pane, natron raffinato e resina.

 

Se volete eliminare delle rughe fastidiose basta creare questa crema. Ecco gli ingredienti: incenso, resina, cera d'api, olio di moringa fresco, calamo commestibile. Et voilà!

Deodorante? No problem! Macinate della scorza di carruba o delle palline di farina di avena profumata con della resina di terebinto.

 

In questo periodo farsi la tinta è un po' un problema. Seguite il consiglio delle Regine d'Egitto. Mischiate sangue di vitello nero, con sangue di toro nero, corno di gazzella e grasso di un serpente nero. Cuocete tutto nel grasso e mettetelo sui capelli! Non ve ne pentirete.

 

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